Molte imprese sono iscritte a un’associazione di categoria. Pagano la quota, ricevono le circolari, magari usano qualche servizio di consulenza. E poco altro. È un peccato, perché le associazioni sono tra i pochi luoghi in cui imprenditori dello stesso settore o dello stesso territorio si incontrano con regolarità, e in cui si costruiscono relazioni con istituzioni e decisori.
Cosa offrono, davvero
Le associazioni di categoria svolgono funzioni diverse:
- Rappresentanza: portano le istanze delle imprese ai tavoli istituzionali, alle amministrazioni, alle trattative con i sindacati.
- Informazione: aggiornano su norme, bandi, scadenze e tendenze del settore.
- Servizi: consulenze, formazione, assistenza su temi specifici.
- Relazioni: gruppi di lavoro, eventi, commissioni in cui gli imprenditori si confrontano.
I primi tre si ottengono anche con un’iscrizione passiva. Il quarto, spesso il più prezioso, richiede presenza.
I vantaggi della partecipazione attiva
Chi partecipa ai gruppi di lavoro, alle commissioni o agli organi direttivi ottiene qualcosa che i servizi non danno: relazioni di fiducia con altri imprenditori, informazioni prima degli altri su cambiamenti e opportunità, contatti con le istituzioni in un contesto riconosciuto, visibilità come persona competente e affidabile. E la possibilità di influire sulle posizioni che l’associazione porta ai tavoli in cui si decide.
Come scegliere dove impegnarsi
Non serve partecipare a tutto. Conviene chiedersi:
- Quale associazione rappresenta meglio il mio settore o il mio territorio?
- Ci sono gruppi di lavoro su temi che mi stanno a cuore: giovani imprenditori, innovazione, internazionalizzazione, formazione?
- Quanto tempo posso dedicare con costanza, mese dopo mese?
- Le persone che incontrerei sono quelle con cui vorrei costruire relazioni?
Come contribuire
La reputazione in un’associazione si costruisce dando, prima di ricevere. Alcuni modi:
- portare esperienze e proposte concrete nei gruppi di lavoro;
- offrire la propria competenza su un tema specifico;
- aiutare a organizzare un evento o un’iniziativa;
- essere presenti con regolarità, non solo quando conviene.
Con il tempo, chi contribuisce viene coinvolto nei ruoli di responsabilità, e da lì le relazioni si allargano a livello regionale e nazionale.
Cosa non aspettarsi
Le associazioni non sono un canale di vendita. Chi partecipa per trovare clienti, distribuendo biglietti da visita a ogni incontro, ottiene l’effetto opposto. Le opportunità arrivano, ma come conseguenza delle relazioni, non come obiettivo dichiarato.
Un esempio pratico
Una giovane imprenditrice nel settore della logistica si iscrive all’associazione territoriale e, invece di limitarsi ai servizi, entra nel gruppo giovani. In un anno contribuisce a organizzare un incontro sulla digitalizzazione dei trasporti e porta i dati della propria azienda come caso di studio.
Due anni dopo è nel consiglio direttivo del gruppo. Nel frattempo ha stretto rapporti con aziende manifatturiere che sono diventate clienti, partecipato a un tavolo con la Regione sulla viabilità delle aree industriali e ricevuto l’invito a una missione all’estero organizzata dall’associazione. Nessuna di queste occasioni era nei suoi obiettivi iniziali.
Ricopro il ruolo di Consigliere Direttivo Interprovinciale ICT e so quanto la partecipazione attiva possa aprire porte. Se vuoi capire come valorizzare le tue relazioni, scrivimi. Leggi anche la guida al networking per imprenditori.