Molti imprenditori hanno un profilo LinkedIn aperto anni fa e mai più curato. Altri lo guardano con sospetto: troppi post autocelebrativi, troppe frasi motivazionali, troppo tempo richiesto. Eppure, per chi lavora con altre aziende, LinkedIn è uno degli strumenti più utili per farsi conoscere, mantenere le relazioni e intercettare opportunità.
Non serve passarci ore. Serve usarlo con un metodo.
Il profilo: le basi da sistemare una volta
- Foto recente e professionale, ben illuminata, viso riconoscibile.
- Titolo chiaro. Non solo il ruolo, ma cosa fai e per chi: “Aiuto le aziende del settore alimentare a entrare nei mercati esteri” dice molto più di “CEO”.
- Sezione Informazioni scritta in prima persona: chi sei, cosa fai, che problemi risolvi, con uno o due esempi concreti.
- Esperienze aggiornate, con poche righe che spiegano i risultati, non solo i titoli.
- Collegamento alla pagina aziendale, che a sua volta deve essere curata.
Cosa pubblicare
La regola più utile: pubblica ciò che un collega o un cliente troverebbe interessante leggere. Funzionano bene:
- esperienze di lavoro, con ciò che hai imparato;
- riflessioni sul tuo settore, con un’opinione chiara;
- domande ai tuoi contatti su un problema reale;
- progetti a cui tieni, raccontati con i fatti;
- riconoscimenti agli altri: collaboratori, partner, clienti.
Funzionano meno le frasi motivazionali generiche, le notizie copiate senza commento e i post che parlano solo di vendite.
Una routine sostenibile
Venti minuti al giorno, o poco più, sono sufficienti:
- Cinque minuti per leggere i contenuti dei contatti più importanti.
- Dieci minuti per commentare due o tre post con osservazioni vere, non con “complimenti”.
- Cinque minuti per rispondere ai messaggi e accettare gli inviti pertinenti.
Una volta a settimana, mezz’ora per scrivere un contenuto. Meglio uno buono a settimana che uno mediocre al giorno.
Le relazioni prima della visibilità
LinkedIn è prima di tutto uno strumento di relazione. Alcune buone pratiche: inviare inviti con un messaggio personale che spieghi perché, ringraziare chi commenta, fare presentazioni tra contatti che possono aiutarsi, scrivere un messaggio dopo un incontro dal vivo. E non vendere al primo messaggio: è il modo più rapido per essere ignorati.
Gli errori più comuni
Pubblicare molto per qualche settimana e poi sparire, usare il profilo personale come una vetrina pubblicitaria, accettare chiunque senza criterio, delegare tutto a qualcuno che scrive con una voce diversa dalla propria.
Un esempio pratico
Il titolare di un’azienda che produce imballaggi per il settore farmaceutico ha 300 contatti e nessun post. Decide di provare per sei mesi: profilo riscritto, un contenuto a settimana su normative, sostenibilità dei materiali e casi di problemi risolti, commenti regolari ai post di clienti e partner.
Dopo sei mesi i contatti sono 1.200, quasi tutti del settore. Due responsabili acquisti lo contattano dopo aver letto un post su un problema di imballaggio che conoscevano bene, e un’associazione di categoria lo invita a un convegno. Non ha speso nulla, solo una mezz’ora a settimana e qualche minuto al giorno.
LinkedIn è uno degli strumenti del personal branding per imprenditori. Se vuoi impostare la tua presenza in modo coerente con l’azienda, trovi i dettagli nella sezione comunicazione oppure puoi scrivermi.